Nogu Teatro

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VALERIO RIONDINO

Valerio Riordino…RIodino…Rondino…RO… Vabbè tanto è abituato, il suo cognome tende ad essere storpiato! RIONDINO è la versione ufficiale, ma ne esistono diverse varianti… sceglietene una e adottatela, non ve ne vorrà! Orgogliosamente originario “de Colli Aniene”, è un caso piuttosto raro: è una di quelle singolarità di specie, di quelle eccezioni che confermano la regola, uno dei pochi che può vantarsi della sua romanità verace senza risultare “coatto”. Dettaglio non trascurabile! Amante del buon cibo, ma non necessariamente di quello della tradizione. Amatriciana o pollo tandoori? Entrambi, niente preconcetti per Riondino! Come per il cibo, anche con gli esseri umani difficilmente si fa influenzare dai pregiudizi… Tranquilli, non è cannibale, a quanto ne sappiamo… È riservato, composto e limpido, a parte quando è in scena. Sul palco la riservatezza lascia spazio all’esuberanza, la compostezza al divertimento e la limpidezza, beh… quella rimane! È un attore sincero e sensibile. Valerio, anche noto come “il metodico”, si dedica a soddisfare una richiesta – che sia di lavoro o di svago non ha importanza – con un labor limae che fa invidia a Petrarca, una pazienza che Giobbe se la sogna e la tenacia di Willie il coyote. Gira voce che stia ancora completando una navicella spaziale di lego commissionatagli da un cuginetto in tenera età (fonti ignote). Per carità non regalategli puzzle da più di 1000 pezzi, potrebbe sparire per un po’. Ha un talento naturale come ballerino! Ha il ritmo nel sangue, e una buona dose di follia. Attenti a non farlo arrabbiare, però, perché succede due volte l’anno ma quando succede, non fa prigionieri.