Nogu Teatro

#escidalguscio

Il Governo è in crisi e ci si prepara alle elezioni e il Presidente Vitaliano Galtan convoca con urgenza un Consiglio dei Ministri Straordinario. Sotto lo sguardo attento dei TG, fioccano gli annunci di provvedimenti tempestivi e risolutori, ma quando le porte di Palazzo Chigi si chiudono, le esigenze del paese vengono immediatamente accantonate a favore delle strategie elettorali.

Circondato da Ministri nostalgici, corrotti, arrivisti e cialtroni, oltre ad ambigui consulenti alla comunicazione, Galtan cerca l’asso nella manica per ottenere l’ennesima rielezione. L’inaspettata ancora di salvezza sembra arrivare da una sconosciuta ed esotica pratica giapponese, il Bonji. Nel frattempo il Ministro Pinardi si trova di colpo a dover scegliere tra la propria coscienza e gli interessi del partito. Una satira in chiave di farsa, dove il grottesco si mescola alla tragica realtà, descrivendo una classe dirigente italiana in cui rappresentanza politica e rappresentazione teatrale sconfinano sempre più spesso l’una nell’altra. Un racconto a salti, balzi, che si aggroviglia in considerazioni sul nostro modo di vivere e sul coraggio, che a volte ci manca, di affrontare l’esistenza.

Poliltica e vita si alternano e si confondono fino a far scomparire anche la delimitazione dello spazio scenico. Gli attori improvvisamente sono anche spettatori onnipresenti, e nel frattempo il pubblico si ritrova coinvolto (anche fisicamente) in questo gioco di ruoli.

Il Rimpasto è uno spettacolo intelligente, dove si ride di gusto, immersi mani e piedi in questo cenacolo di burocrati pieni di vezzi, così sicuri di sé e della propria precarietà. Gli attori orbitano sulla scena ad alta velocità, come un vorticare di germi pronti al contagio. Ogni cosa è spinta all’eccesso preservando la misura della messa in scena, che resta sempre fedele a se stessa, esaltando un lavoro attoriale ben studiato.
Gaiaitalia.com

Satira, farsa, grottesco e realtà si intersecano senza soluzione di continuità in un testo caratterizzato da un ritmo frenetico che non lascia allo spettatore un attimo di respiro: il risultato è un’analisi lucida e dissacrante del panorama politico italiano in cui rappresentanza politica e rappresentazione teatrale sconfinano tragicomicamente l’una nell’altra. Il testo di Daniele Trovato si rivela efficace nel fondere battute dalla risata facile ad altre meno immediate ma capaci di stimolare la riflessione.
La Nouvelle Vague